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Il Sonno profondo della Volatilita' USA
25/07/2017 08:34

Dopo una settimana volatile, i mercati europei hanno tentato di stabilizzarsi, approfittando di una giornata in cui l’euro-dollaro ha smesso di salire con forza e si è fermato poco sotto la forte resistenza di 1,17.

Ci è riuscito meglio di altri il nostro Ftse-Mib, tornato ad essere l’indice migliore d’Europa, che ha rimbalzato di oltre mezzo punto percentuale, grazie alle banche, rimbalzate dalle correzioni dei giorni precedenti, e da Telecom, che è stata premiata dalla speculazione su eventuali strategie future che verranno disegnate con la sostituzione dell’AD Flavio Cattaneo. Questi, finora noto al grosso pubblico più come il compagno della Ferilli che come manager, è riuscito ad assurgere all’onore delle prime pagine e al centro dei talk show per aver strappato, dopo un anno di lavoro già lautamente remunerato (oltre 15 milioni di euro tra fisso e vari bonus), anche  una super liquidazione  aggiuntiva da 25 milioni per andarsene. Il totalizzatore dei suoi guadagni arriva così a 40 milioni in un anno. Più o meno quel che guadagnano insieme Messi (20) e Cristiano Ronaldo (21), che sono i due calciatori più pagati al mondo. Ma senza aver segnato neppure un goal.

Scherzi a parte, credo che si debba un po’ riflettere su queste aberrazioni, che oltre oceano sono ancora più eclatanti, dato che sono oltre una decina i manager che in USA hanno guadagnato nel 2016,  di sola retribuzione, più dei 40 milioni intascati da Cattaneo con l’accoppiata stipendio-liquidazione. In un contesto in cui la loro valutazione e la loro retribuzione è legata a risultati di breve periodo elusivamente misurati dagli utili o dai prezzi di mercato delle azioni della società che guidano, senza alcun riguardo ai posti di lavoro che tagliano.

Chiudiamo questa parentesi e torniamo ai mercati. Il resto delle borse europee è riuscito solo in parte a stabilizzarsi, dato che il Dax tedesco ancora una volta ha chiuso col segno meno, sebbene al di sopra dei minimi segnati in mattinata, che hanno quasi completamente chiuso il grosso gap esistente dal 24 aprile e generato dalla sorpresa positiva per l’Eurozona della vittoria elettorale di Macron. Fa sperare in un rimbalzo la candela hammer che si vede sul grafico, che, se confermata oggi dal superamento dei massimi di ieri (12.236), potrebbe fornire un segnale di esaurimento della violenta correzione attuata nelle ultime 7 sedute, tutte rappresentate da candele nere.

Alla difficoltà di recupero europeo fa da contraltare la assoluta tranquillità degli indici americani, che beneficiano della forza del dollaro e di una stagione delle trimestrali che per ora ha riservato risultati migliori delle attese sulla prima parte delle società che hanno divulgato i conti del secondo trimestre. L’indice SP500 ha chiuso in lieve ribasso, a 2.470, ad una manciata di punti dai massimi storici, una seduta schiacciata in meno di 7 punti di oscillazione tra minimo e massimo. Il Nasdaq100 invece, imperterrito, ha realizzato a 5.950 il nuovo massimo storico con la dodicesima seduta positiva consecutiva. L’aplomb delle borse USA rimane pertanto invidiabile e resiste alle cadute di stile di Trump, arrivato addirittura a parlare di autoassoluzione, ed all’insurrezione repubblicana contro il Presidente, che ha portato alla decisione bipartisan al Congresso di istituire nuove sanzioni contro la Russia aggiungendo alle classiche motivazioni sull’Ucraina anche le interferenze sul voto. Nessuna conseguenza, per ora, nemmeno dalle prime testimonianze dei familiari di Trump alle commissioni di inchiesta sul Russiagate. L’accerchiamento di Trump e la sua paralisi politica per ora non scompongono il placido sonno della volatilità. La situazione è ben rappresentato dall’indice VIX, che misura la volatilità implicita incorporata nelle opzioni sull’indice SP500 e rappresenta la misura della paura di ribasso che i market maker riescono a farsi pagare dal mercato per fornire protezione. Ebbene il Vix da 7 sedute consecutive chiude sotto il valore 10. Ho controllato nella mia serie storica che va indietro fino al 1990 e non sono riuscito a trovare mai prima d’ora un evento simile. Mai in passato a Wall Street la paura è stata così assente come in questi giorni.

Nonostante che il Presidente assomigli ad uno zombie che vaga per Twitter urlando rabbia e frustrazione e sia sotto il capestro di un possibile impeachment, e ieri il Fondo Monetario Internazionale abbia tagliato dal 2,3% al 2,1% le previsioni di crescita per l’economia USA nel 2017. Quelle previsioni che erano state alzate a gennaio sulla sola base delle promesse elettorali di Trump. La volatilità delle previsioni delle istituzioni, pagate per darci stime attendibili, fa da contraltare all’indifferenza dei mercati per le stesse e testimonia bene a che livello sia la residua credibilità di questi enti ormai forse più dannosi che inutili.

Che cosa possiamo attenderci da questo sonno della volatilità, dato che in passato situazioni meno distratte di questa hanno sempre provocato correzioni più o meno violente?

La stessa cosa, evidentemente. Anche se non sappiamo quando e come ciò avverrà. Probabilmente l’innesco sarà la correzione ribassista dell’EUR/USD, dopo che l’euforia sulla moneta europea si placherà. A questo proposito le posizioni speculative rialziste sull’euro-dollaro sono a livelli record, intorno al 90%. Chi deve ancora entrare prima che le solite mani forti decidano di prendere profitto?

Ecco perché la cosa peggiore che si possa fare è andare in vacanza esposti al rialzo e senza protezioni contro i temporali estivi.

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