Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

Una prima scossa di volatilita'
28/07/2017 08:42

Una giornata che sembrava avviata a ripetere con poche sbavature il copione rialzista dei giorni precedenti, ha subito, a mercati europei ormai chiusi, una battuta d’arresto di un certo rilievo nella seconda parte della seduta americana.

Sembra perciò presentarsi all’attenzione degli operatori quella correzione che l’andamento assolutamente compiacente e compiaciuto degli indici per parecchie giornate avevano evitato di considerare. Un comportamento che ha finito per renderla così sempre più probabile, per il fenomeno comportamentale che scatena le correzioni proprio quando la guardia è bassa e gli investitori meno se l’aspettano.

Non che ieri si siano viste cose gravemente lesive dell’ottimismo imperante. Ma direi che il seme del dubbio ha cominciato a far breccia nella mente degli operatori ed il numero di quelli che sembrano essersi accontentati dei guadagni realizzati in queste settimane e passano all’incasso prima di partire per le vacanze estive pare drasticamente ed improvvisamente aumentato di punto in bianco alle ore 18 di ieri.

Prima che si manifestasse la scossa di volatilità che ha fatto un po’ tremare gli indici USA, questi hanno avuto il tempo di collezionare un altro massimo storico, sulla scia dell’entusiasmo per la lettura accomodante che il giorno prima avevano dato al comunicato della FED, in cui era cambiato qualche aggettivo che aveva reso meno sicura la continuazione della stretta monetaria a partire da settembre. Anche le numerose trimestrali, prevalentemente positive, hanno contribuito ad una partenza lanciata e con gap rialzista per tutti e tre i principali indici USA, che hanno realizzato il massimo nei primo minuti della seduta. Ma improvvisamente, dopo lo slancio iniziale, i dubbi hanno cominciato ad emergere. Alcuni dati macroeconomici hanno evidenziato una certa forza del ciclo economico americano nell’ultimo mese del secondo trimestre, che oggi, alle 14,30, conoscerà una prima stima anticipata dell’andamento del PIL. Le convinzioni del giorno prima hanno cominciato ad indebolirsi, di pari passo con il rafforzamento del dollaro, che è riuscito a negare le rotture ribassiste del giorno precedente. Infatti il Dollar Index si è riportato al di sopra del supporto di 93,65 fragorosamente ceduto il giorno prima è, specularmente, il cambio EUR/USD è tornato sotto 1,17, perdendo oltre una figura dai massimi raggiunti il giorno prima.

Alle 18 è partita allora una violenta presa di beneficio anche sull’azionario, che in meno di un’ora e mezza è costata un arretramento significativo dai massimi di seduta: -1,7% per il Nasdaq100; -0,9% per SP500; -0,5% per il Dow Jones. Queste cifre ci mostrano che l’epicentro della scossa era posizionato sui tecnologici e che si sia trattato di prese di beneficio, dato che i danni sono stati proporzionati alla forza mostrata nei giorni precedenti: maggiori sull’indice che era salito di più (Nadaq100), minori sull’indice meno convinto del rialzo nei giorni precedenti (Dow Jones).

Che si sia trattato di prese di profitto lo si evince anche dal fatto che, dopo il piccolo flash crash, si è visto un recupero nell’ultima parte della seduta, che ha annullato completamente le perdite sul Dow Jones e le ha ridotte sugli altri due indici, senza però riuscire a riportare la loro seduta in positivo.

Sui grafici giornalieri di Nasdaq100 e SP500 è rimasto un segno ben visibile: un engulfing ribassista che di solito provoca effetti di trascinamento nelle sedute successive.

Se sarà così anche stavolta possiamo rassegnarci ad una correzione che oggettivamente molti indicatori di eccessiva compiacenza davano per inevitabile da qualche giorno.

Il VIX, l’indice che segnala la paura di ribasso, nei giorni precedenti aveva inanellato ben 10 sedute consecutive con chiusure inferiori a 10 punti, record negativo mai verificatosi in passato, e proprio mercoledì aveva toccato un minimo a 8,84, secondo minimo nella storia di questo indice. Solo a dicembre 2006 aveva fatto peggio, arrivando per un attimo a 8,60.

Oggi in Europa dovremmo assistere ad un’apertura negativa, dato che il piccolo terremoto americano si è verificato a borse europee da poco chiuse (sarà un caso?). Sarà favorita da chiusure generalmente negative in Asia (Cina a parte, che va quasi sempre all’opposto degli altri).

L’Europa mostrava nelle ultime settimane una forza rialzista decisamente inferiore a quella americana, anche perché la debolezza del dollaro favorisce le imprese esportatrici USA, mentre la forza dell’euro penalizza gli esportatori europei. Non è un caso che da parecchi giorni stiamo osservando l’indice tedesco Dax come quello più debole in Europa. Anche ieri, quando le borse americane ancora salivano e facevano nuovi record, il Dax rimaneva mestamente in negativo, andando in chiusura di seduta a riposizionarsi più vicino ai minimi che ai massimi della settimana, mentre invece Eurostoxx50, prima di indebolirsi un po’ nel finale, era riuscito a disegnare una candela ancora rialzista. Il nostro Ftse-Mib, sempre tra i migliori, ha addirittura superato la resistenza di 21.600.

Ma tutto questo è capitato prima del flash crash americano. Oggi dovremo verificarne le conseguenze in Europa e osservare se seguiranno altre scosse in America. L’ottimismo non può essere tramontato nel breve volgere di un’ora, specialmente senza fatti importanti ed univocamente negativi.

Piuttosto, la scossa di ieri, che ha portato il Vix a fare un massimo di 11,50 e chiudere finalmente sopra i 10 punti, ha riportato negli operatori un po’ di capacità di percepire il rischio.

E tutto sommato non è un male.

____________________________________________________________________________________________________
BORSAPROF.IT s.a.s. di Pierluigi Gerbino & c. - P. Iva e C.F.: 02980970046
V. Torino 81 - 12048 Sommariva Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

Tempi duri per il fai-da-te in borsa? Forse e' l'ora di imparare un metodo!

A Scuola di Trading Online:  È il percorso in 4 giornate per imparare a fare il trading online. La prima giornata è gratis. Clicca qui per saperne di più

Primi Passi con Futures e Opzioni: Per comprendere ed imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati. Clicca qui per saperne di più

Fare Trading con le Obbligazioni: Per entrare nel mondo delle obbligazioni ed utilizzarle per l’investimento ed il trading . Clicca qui per saperne di più

Riparte il Tour Formativo !! Ecco le date previste