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La debolezza di venerdi' lascia perplessi
20/11/2017 08:35

La scorsa settimana ha avuto un andamento sorprendente.

Dopo aver generato mercoledì e giovedì un corposo rimbalzo, che sembrava aver riportato il sorriso sulle facce degli investitori e fatto dimenticare la serie abbastanza lunga di sedute negative precedenti, la chiusura di settimana non è stata sugli allori, come suggeriva la probabilità statistica data da modelli analoghi di inversione, ma piuttosto riflessiva. L’andamento di venerdì, invece di coronare il ritorno ai massimi per gli indici americani SP500 e Dow Jones, e l’allontanamento dai pericolosi supporti per gli indici europei, ha visto gli investitori piuttosto timorosi e restii ad incrementare ulteriormente le posizioni rialziste, mentre i venditori hanno nuovamente preso il controllo del mercato e provocato l’arretramento degli indici.

La candela settimanale di SP500 e Dow Jones si presenta pertanto ribassista e colleziona il secondo calo settimanale consecutivo, aprendo così alla prospettiva che il rimbalzo di giovedì scorso possa anche essere effimero e segnare il secondo massimo discendente di un trend correttivo di breve periodo tutt’altro che esaurito.

Sarà molto importante la seduta odierna per determinare l’orientamento di breve dei mercati, poiché una continuazione del calo iniziato venerdì potrebbe convincere altri investitori a prendere profitto e magari produrre una scivolata ben più consistente di quelle che abbiamo visto in questo mese sugli indici americani.

L’Europa ha terminato la settimana peggio ancora degli indici USA ed ha dato una connotazione al grafico settimanale di Eurostoxx50, l’indice delle blue chips europee, già marcatamente correttiva.

La seduta di venerdì, partita non male, con una mattinata all’insegna del rialzo, si è guastata nel pomeriggio, quando appariva chiaro che l’umore in America non sarebbe stato dei migliori. Le vendite sono ricomparse e la scivolata finale non ha evitato ad Eurostoxx50 e all’indice tedesco Dax di disegnare una figura ribassista di discreta affidabilità (Bearish Engulfing) che non consente di essere troppo ottimisti per l’inizio di questa settimana. Anche peggio ha fatto l’indice italiano Ftse-Mib, che da un po’ di tempo non riesce più a produrre candele bianche, cioè sedute che si chiudono su livelli più alti di come si sono aperte. Con quella di venerdì (-0,51%) sono ormai ben 11 consecutive. Il supporto di 22.000 punti, miracolosamente recuperato nelle battute finali di mercoledì scorso, torna ad avvicinarsi ed ora dista meno di 100 punti.

A pesare sul nostro indice è stato il brutto momento dei bancari, che vengono influenzati tutti negativamente dalle criticità di Carige e Credito Valtellinese, alle prese con difficoltosi aumenti di capitale. Entrambe hanno passato il venerdì sospese dalle contrattazioni, la prima per tentare un accordo in extremis per varare l’aumento da 560 milioni già deliberato, la seconda per eccesso di ribasso, dato che gli investitori la stanno vendendo senza pietà dopo l’annuncio di una necessità di ben 700 milioni di risorse fresche per coprire le perdite emergenti dalla liquidazione di gran parte delle sofferenze. Carige, a mercati chiusi, è poi riuscita sul filo di lana a trovare le garanzie per varare la ricapitalizzazione ed oggi il mercato darà il suo giudizio su quanto si fidi del piano di rilancio, che passerà attraverso un aumento di capitale molto diluitivo, e pertanto oneroso per gli attuali soci.

Quella che inizia oggi sarà comunque una settimana anomala, poiché praticamente per le borse USA durerà solo tre giorni. Giovedì prossimo c’è la Festa del Ringraziamento e tutti si fermeranno a mangiare il tacchino in famiglia, mentre venerdì scatterà la corsa consumistica ai regali di Natale con il Black Friday, il giorno dei saldi per invogliare a spendere, che viene celebrato con la chiusura dei mercati per mezza giornata. Non mancheranno interventi dei banchieri centrali, Draghi, Yellen e parlerà anche Daniele Nouy, la responsabile della vigilanza BCE e forse darà qualche ragguaglio sulle nuove norme da seguire il prossimo anno per la gestione delle sofferenze bancarie, quel tanto temuto “addendum” che ha spaventato le banche italiane nell’ultimo mese, facendole tornare a soffrire.

Una certa scossa potrebbe essere data anche dalla notizia piuttosto sorprendente giunta nella notte, che riguarda il fallimento delle trattative che da tempo in Germania si stavano portando avanti per arrivare ad un governo composto da CDU-CSU, Liberali e Verdi. I liberali si sono sfilati. Ora è tutto da rifare. Potrebbe tornare in auge la coalizione tra Merkel e i socialdemocratici. Per il nostro paese non sarebbe affatto una cattiva notizia.

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