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Obiettivo: superare le vacanze USA
23/11/2017 08:34

Dopo due giornate di rialzo, che nella prima parte della settimana hanno riportato le borse americane a segnare nuovi record e quelle europee a proseguire nel rimbalzo dopo la significativa correzione che le ha interessate nella prima parte di novembre, ieri i mercati hanno tirato i classici remi in barca e si sono messi in modalità pre-festiva. Oggi mancherà infatti il mercato americano, alle prese con la Festa del Ringraziamento, preceduta ieri dal grottesco rito della grazia concessa dal Presidente Trump ad una coppia di tacchini, che finiranno i loro giorni in beata vecchiaia nella tenuta della Casa Bianca anziché al centro di una tavola imbandita. Tutti gli altri invece rischiano di finire al forno, perché oggi ogni famiglia americana si riunisce per il tradizionale pranzo che ricorda le vicende dei Padri Pellegrini, i primi coloni del nord-america salvati dall’aiuto dei nativi americani che indicarono loro quali coltivazioni attuare e quali animali allevare (appunto il tacchino).

Domai sarà invece dedicato agli acquisti del Black Friday e per un giorno gli operatori di borsa americani compreranno qualcos’altro rispetto ai soliti titoli azionari o obbligazionari. Le borse USA effettueranno una seduta di sola mezza giornata e prevedibilmente con pochi operatori davanti agli schermi.

Proprio questo clima vacanziero ieri ha impedito di vedere movimenti significativi sugli indici americani, che hanno oscillato intorno alla parità e chiuso prevalentemente al di sotto, seppure di un’inezia. Gli ottimisti perciò parlano di consolidamento delle posizioni.

E’ difficile invece parlare di consolidamento per gli indici europei, che invece hanno stornato di più, anche per colpa dell’euro, che ha rialzato la testa e si è riportato ampiamente al di sopra di 1,18 contro il dollaro, mettendo fine alla momentanea debolezza che lo aveva contraddistinto subito dopo la notizia del fallimento delle trattative per la formazione del Governo in Germania. Chi si era stupito nei giorni scorsi del fatto che l’indice Dax e l’Eurostoxx50 hanno snobbato a caldo l’indebolimento della Merkel e l’avvento dell’incertezza politica proprio nel paese delle certezze, ieri ha avuto il suo momento di gloria, constatando la secca correzione che nel pomeriggio ha interessato l’indice tedesco, risultato di gran lunga il peggiore del continente, con una perdita di oltre un punto percentuale. La debolezza tedesca ha trascinato in negativo anche quasi tutte le altre borse continentali, che hanno perso mediamente quasi mezzo punto, come evidenzia l’andamento dell’indice Eurostoxx50 (-0,44%).

Osserviamo pertanto che in Europa i nervi sono assai meno saldi che in USA, dato che ogni stormir di fronda riesce a far cambiare direzione ai mercati.

Nel panorama continentale il nostro Ftse-Mib è stato però tra i migliori. Ha passato quasi tutta la giornata al rialzo e si è rassegnato a scivolare sotto la parità (-0,05%) solo nelle battute finali.

Lo hanno sostenuto le banche principali (non le popolari) e Telecom Italia, mentre un po’ di zavorra è arrivata da Tecnologici e Utility. Banca Carige, al centro dell’attenzione il giorno della partenza dell’aumento di capitale, ha fatto ancora assistere all’ennesimo viaggio sull’ottovolante. Dopo perdite e recuperi nell’ordine del 40% messi a segno lunedì e martedì, ieri il titolo ha rivisto il ribasso del  -6,7% mentre i diritti sono sprofondati di oltre il -40% rispetto alla parità teorica. E’ un titolo decisamente non adatto a chi cerca sicurezza.

Oggi non mi aspetto molto, dato che manca il faro americano. E’ possibile che la crisi politica tedesca

possa mordere ancora, dato che la candela prodotta ieri dall’indice Dax non è per nulla rassicurante. Si tratta di un modello “Bearish Engulfing”, che solitamente prosegue al ribasso nel giorno seguente alla generazione del segnale. In mancanza degli USA e del Giappone, oggi chi cercherà riferimenti “extra-comunitari” constaterà che gli indici cinesi hanno chiuso la loro seduta  con ribassi di quasi tre punti percentuali, e non sarà certo messo di buonumore dalla notizia.

Il Dax potrebbe quindi procedere ancora verso i supporti. E’ assolutamente vitale che non chiuda sotto 12.920, per evitare un avvitamento pericoloso ed il completamento di una figura di testa e spalle ribassista, che avrebbe poi come obiettivo ulteriori 600 punti circa di calo. Anche Eurostoxx50 non sta molto meglio. Il livello da non sfondare è 3.535. Il nostro Ftse-Mib appare in questa fase un po’ più solido, dato che dista circa un punto e mezzo ancora dalla sua area di pericolo di 21.930. E’ difficile comunque immaginare un andamento troppo divergente della nostra borsa rispetto ai cugini d’Europa.

Pertanto direi che l’imperativo categorico per il resto della settimana è quello di superare senza troppi danni il periodo della vacanza americana. Se riusciamo a non sbracare lunedì tornerà Wall Street a raccattarci.

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