Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

Ultime battute di un anno esagerato
27/12/2017 08:42

La settimana che ci ha condotto al Natale ha avuto connotati semi-festivi, a giudicare dai bassi volumi di scambio e dalla bassa volatilità che ha accompagnato i mercati.

I mercati hanno sfogato la voglia di record tutta lunedì 18, per poi passare il resto della settimana in moderato scivolamento, che ha rimangiato quasi tutto il balzo del primo giorno della settimana.

Si è arrivati quindi con un tono svogliato alla pausa natalizia, quasi a dimostrazione che la scorpacciata rialzista fatta dagli indici azionari, soprattutto quelli americani, che sono stati i migliori di questo strano 2017, ha esaurito gli avidi appetiti di gestori ed investitori, tra cui qualcuno, in previsione della pausa natalizia, ha pensato di liquidare qualche posizione.

Ieri poi la giornata di festività in Europa ha lasciato il campo alle borse asiatiche ed a quelle americane, che hanno continuato il lento assestamento dei valori senza emozioni.

L’indice Vix, da giorni inscatolato tra i livelli di poco superiori ai 9 e 10 punti, come storicamente è avvenuto solo in momenti di eccezionale confidenza, certifica l’assoluta mancanza di paura ribassista e l’aspettativa di ulteriori rialzi, se non questa settimana corta, che traghetterà i mercati nel 2018, magari nella prima del prossimo anno.

Gli ultimi giorni del 2017 vedranno ancora molte assenze dai monitor, dato che i guru hanno abbandonato gli zig-zag dei grafici per dedicarsi allo slalom sulle piste da sci, prima di stappare lo spumante e ringraziare l’anno morente, che per loro è stato fortemente generoso di bonus.

Non mi aspetto pertanto molta vitalità sui mercati, a meno che non arrivino sorprese geopolitiche, magari più significative dell’attentato che ieri ha colpito un importante oleodotto in Libia ad opera dei terroristi ISIS, che è riuscito ad impennare di un dollaro circa le quotazioni del greggio, mentre i mercati azionari USA lo hanno ignorato.

Ma già la scorsa settimana, con la reazione misurata dei mercati al voto in parte sorprendente della Catalogna, dove gli indipendentisti hanno nuovamente ottenuto la maggioranza e Rajoy è uscito indebolito dalla scommessa unionista, ha dimostrato la resilienza dei mercati alle incertezze. Almeno in questo mese di dicembre, in cui il vento della speculazione, sollecitato dalla riforma fiscale di Trump, ha gonfiato le vele del trend rialzista nei primi 18 giorni.

I giochi per il 2018 verranno fatti a Gennaio, al ritorno al lavoro dei guru delle banche d’affari e dei grandi Fondi Hedge, sempre più padroni dei mercati, dato che ora Trump sta regalando, oltre ai tagli fiscali, anche la demolizione delle poche regole a tutela dei risparmiatori faticosamente introdotte da Obama, e si prepara ad annunciare un altro tormentone simile alla riforma fiscale, che andrà in scena a partire da gennaio: il progetto da 1.000 miliardi di dollari per l’ammodernamento delle infrastrutture americane.

E’ un’altra delle sue mirabolanti promesse elettorali, un progetto che non sarà facile da finanziare, dato che già si fatica ad alzare il tetto del debito e si procede con l’autorizzazione provvisoria mese per mese delle spese statali. Prima di Natale il Congresso ha votato un’altra proroga fino al 19 gennaio dei finanziamenti provvisori al fine di evitare il blocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione USA.

Ma quel che conta per i mercati sono le promesse, più ancora delle realizzazioni. Se passeremo parte del 2018 ad attendere le “grandi opere” potrà ripetersi quel che abbiamo visto nel 2017 con l’attesa della riforma fiscale: mercati che scontano una pioggia di benefici agli utili delle società quotate, sostenendo ancora per qualche mese il rally speculativo, che potrebbe diventare addirittura più impetuoso di quello a cui abbiamo assistito nel 1999 o nel 2007, al culmine di due mercati toro paragonabili a quello che si sta vivendo ora. Che cosa sia successo allora lo sappiamo. Ma questa volta è diverso, ci ripetono da tutte le parti. Sì. Probabilmente di diverso, e peggiore, c’è l’estrema accondiscendenza dei regolatori. Non solo governi dalle mani bucate, che sanno solo aumentare il debito pubblico con regali fiscali o spesa pubblica incontrollabile, ma anche banche centrali che non riescono a normalizzare i tassi per paura che crolli il mercato obbligazionario. Buttando così ancora altra benzina sul fuoco della speculazione.

____________________________________________________________________________________________________
BORSAPROF.IT s.a.s. di Pierluigi Gerbino & c. - P. Iva e C.F.: 02980970046
V. Torino 81 - 12048 Sommariva Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

Tempi duri per il fai-da-te in borsa? Forse e' l'ora di imparare un metodo!

A Scuola di Trading Online:  È il percorso in 4 giornate per imparare a fare il trading online. La prima giornata è gratis. Clicca qui per saperne di più

Primi Passi con Futures e Opzioni: Per comprendere ed imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati. Clicca qui per saperne di più

Fare Trading con le Obbligazioni: Per entrare nel mondo delle obbligazioni ed utilizzarle per l’investimento ed il trading . Clicca qui per saperne di più

Riparte il Tour Formativo !! Ecco le date previste