Dal 2000 aiutiamo a
fare trading con metodo,
con newsletter e corsi
in tutta Italia.
GRATIS per te Le Newsletter I Corsi
 

ORA SPAZIO AL RIMBALZO
12/02/2018 08:38

La prima settimana completa di febbraio si è occupata di cancellare del tutto il grande balzo dei mercati azionari realizzato durante tutto il mese di gennaio. La correzione è stata molto incisiva, in grado di portare gli indici principali americani da un eccesso rialzista così profondo ed insistito da durare tutto il mese di gennaio, all’opposto eccesso ribassista, in sole 4 sedute. La settimana ha poi riservato anche l’emozione di farci vedere due giornate da -4% , intramezzate dal rimbalzo di martedì scorso e seguite da un nuovo tentativo di recupero venerdì, dopo che il panico dei venditori si è sfogato nella prima parte della seduta, portando l’indice SP500 a testare il supporto da ultima spiaggia di 2.545.

Il recupero finale degli indici USA, che hanno terminato la seduta in positivo, è riuscita a limitare (per modo di dire) i danni sull’indice principale ad un -5,2% settimanale, che si aggiunge al -3,9% della settimana precedente e riportando gli indici indietro di oltre due mesi. Tutte le certezze che a gennaio riempivano le pagine dei giornali hanno lasciato spazio al conteggio delle perdite e a quell’esercizio stucchevole quanto idiota di misurare i miliardi di dollari che i mercati hanno “bruciato”. Ci raccontano perciò che l’azionario mondiale ha bruciato 5.000 miliardi di dollari di valore delle azioni in due settimane di calo. Mai che ci dicano quanti miliardi vengono “creati” dal nulla quando i mercati volano al rialzo. In realtà nulla si crea e nulla si distrugge, come ci racconta la fisica. Sono semplicemente oscillazioni di prezzo. Per questo i soldi virtuali, basati su rialzi smodati dei prezzi dei titoli che si collezionano in portafoglio, dovrebbero essere considerati sempre provvisori, perchè per acquisirli in modo definitivo occorre vendere in tempo. Ma, siccome a vendere non insegna mai nessuno, ma si racconta ai risparmiatori che i mercati sono destinati sempre a salire per volontà divina, ecco che tutti trovano normale che i valori raddoppino in poche settimane, mentre ora assistono con angoscia al gruzzoletto che evapora in pochi giorni.

Le borse europee sono state particolarmente colpite dal contagio generatosi dal virus americano, e per tutta la settimana hanno seguito cali e rimbalzi americani con un giorno di ritardo, anche perché in settimana Wall Street ha prodotto tutti i suoi cambiamenti di direzione dopo la chiusura delle borse europee.

Alla fine della settimana comunque anche per le borse europee il risultato è stato piuttosto simile a quello delle cugine americane: -5,6% per Eurostoxx50, che segue il -3,4% di quella precedente. La differenza la fa il fatto che in gennaio l’americano SP500 aveva fatto +5,6%, mentre Eurostoxx50 solo +3%.

Siccome la strada la detta Wall Street, ora occorre chiedersi che cosa succederà laggiù questa settimana.

La dinamica che si è vista nelle ultime due settimane ha convinto tutti che la correzione in atto è la più incisiva dell’era Trump e paragonabile almeno a quelle dell’estate 2015 e dell’inverno 2016, entrambe provocate da movimenti provenienti dalla Cina. Questa correzione ha caratteristiche tutte interne agli USA e si presenta come una crisi di nervi per eccessivo benessere dell’economia americana. Ciò significa però che, se non dovessero arrivare notizie eclatanti dal fronte dei fallimenti di qualche importante società o banca (al momento non ce ne sono le avvisaglie), è presumibile che le convinzioni degli ottimisti possano riprendere il sopravvento sullo scetticismo dei pessimisti e, complice il piano Trump sulle infrastrutture da 1.500 miliardi di dollari, che dovrebbe essere annunciato con qualche dettaglio in questi giorni, dovremmo assistere ad un tentativo di ritorno ai massimi per sognare di riprendere la ballata dei massimi storici, interrottasi a fine gennaio.

Il recupero dei mercati USA nel finale di seduta di venerdì ha tutte le sembianze di un esaurimento del movimento correttivo di breve, che ha raggiunto obiettivi importanti di ribasso e che dovrebbe ora lasciare spazio ad una settimana all’insegna del recupero. Sarà proprio il tenore e l’incisività di questo recupero a fornirci qualche dato per misurare quanto le due settimane di ritorno coi piedi per terra, abbiano deteriorato il sentiment dei compratori. L’euforia è scomparsa in un attimo, ma nove anni di rialzo hanno segnato nei mercati un imprinting rialzista che difficilmente può essere cancellato in un soffio.

Probabilmente non rivedremo il Vix, l’indice della paura, tornare ai valori inferiori a 9 che ho visto, incredulo, in gennaio. Una certa volatilità di fondo, ora che è stata risvegliata, non dovrebbe abbandonarci più. Tuttavia potrebbe consentire la creazione di un modello distributivo che prepari il terreno per l’inversione ribassista di lungo periodo. La distribuzione richiede tempo e che il popolo non scappi troppo velocemente, per consentire l’alleggerimento graduale dei portafogli delle mani forti.

Perciò vedremo nei prossimi giorni il tentativo da parte dei media, delle istituzioni e dell’industria del risparmio di tenere i buoi nella stalla, di fare coraggio agli investitori, presentando i mille motivi per cui non bisogna perdere la calma e non bisogna commettere l’errore di vendere, perché nel lungo periodo i mercati salgono sempre.

Non escludo nemmeno che si possano vedere altri massimi storici. Del resto una buona parte dei risparmiatori di oggi ed anche dei giovanotti che gestiscono i fondi, che arrivano dalle Università americane, non ha vissuto i due precedenti mercati orso ed attuerà ancora una volta la regola dell’acquisto sulla debolezza, che da nove anni dà soddisfazioni.

Perciò che vuole provarci, ha l’occasione di salire sul carro della riscossa dei rialzisti, che dovrebbe partire oggi. Senza dimenticare però che man mano che gli indici recupereranno, i venditori si faranno più aggressivi e potrebbero riprendere presto in mano il mercato. Perciò chi compra ora non dimentichi la necessità di prepararsi il piano di fuga.

____________________________________________________________________________________________________
BORSAPROF.IT s.a.s. di Pierluigi Gerbino & c. - P. Iva e C.F.: 02980970046
V. Torino 81 - 12048 Sommariva Bosco (CN)

I contenuti, le analisi e le opinioni pubblicati in questo sito sono realizzati da Pierluigi Gerbino, che se ne assume la responsabilità a tutti gli effetti. Tutti i diritti di utilizzo, riproduzione e divulgazione sono riservati. Nessuna parte del sito potrà essere prelevata, trasmessa, tradotta, pubblicamente esposta, distribuita o incorporata in altre opere d'ingegno.

Tempi duri per il fai-da-te in borsa? Forse e' l'ora di imparare un metodo!

A Scuola di Trading Online:  È il percorso in 4 giornate per imparare a fare il trading online. La prima giornata è gratis. Clicca qui per saperne di più

Primi Passi con Futures e Opzioni: Per comprendere ed imparare ad utilizzare nel tuo trading gli strumenti finanziari derivati. Clicca qui per saperne di più

Fare Trading con le Obbligazioni: Per entrare nel mondo delle obbligazioni ed utilizzarle per l’investimento ed il trading . Clicca qui per saperne di più

Riparte il Tour Formativo !! Ecco le date previste